Progettazione giardini

Progettazione giardini: Coltura e cultura del prato erboso

Coltura e cultura del prato erboso

Il prato erboso è uno degli elementi fondamentali nella progettazione dei giardini. Difatti, in particolare nel caso di giardini di certe dimensioni, anche quando il giardino è prevalentemente composto di piante, è alquanto probabile che vi siano anche delle aree lasciate a prato.

Ma quali sono gli elementi essenziali nella coltura e nella “cultura” del prato? Diciamo cultura, proprio perché vi sono cosi tante sfaccettature attorno a questo essenziale componente dell’arte dei giardini, che la parola cultura non ci sembra esagerata.

Vediamo quindi gli elementi essenziali:

Tempo di semina

I migliori risultati si ottengono in Primavera. Questo periodo è infatti in un certo senso “il tempo” naturale per questo tipo di semina. Buoni risultati si possono ottenere anche con le semine estive, avendo però l’accortezza di innaffiare il giardino più abbondantemente (dalle tre alle cinque volte al giorno). Bisogna invece assolutamente evitare il periodo che va da metà Ottobre agli inizi di Marzo.

Scelta dell’erba

La scelta dell’erba dipende essenzialmente da due fattori.

1 – il tipo di ambiente
e con “ambiente” in questo caso intendiamo anche le possibilità di irrigazione. Vi sono infatti tipi di erba che sono poco adatti ai nostri ambienti. Un classico esempio è quello del prato all’inglese. Tale prato infatti, oltre che richiedere molta acqua, elemento che in certe regioni italiane e in certi periodi non è certo abbondante, risulta piuttosto delicato, soprattutto rispetto all’attacco da parte delle erbe infestanti.

2 – l’uso di destinazione
vi sono infatti tipi di prato, come ad esempio il diffuso “belvedere” che a fronte di un’ottima resa estetica, presentano una resistenza al calpestamento e ad altri agenti ambientali relativamente bassa. Di conseguenza, nel caso in cui il prato sia destinato ad un uso “intenso” è bene rivolgersi a tipi di miscele composte da erbe differenti, quali ad esempio l’agrostide, la poa e il loietto.

Tecnica di seminazione e prima coltura

e’ essenziale che l terreno sia preparato prima della semina. Cosa che significa la dissodazione e l’eliminazione di materiale pietroso, qualora ve ne sia in eccesso, per una profondità che va da 15 a 25 centimetri. E’ chiaro, e l’abbiamo detto più volte, come la composizione e la morfologia del terreno debbano essere studiate già in fase di progettazione del giardino. Questo ad esempio per evitare di “scontrarsi” con aree pietroso troppo vaste o di difficile bonifica.

In fase di preparazione è anche possibile integrare il terreno con sabbie o torbe, in modo da renderlo più adatto alla crescita delle erbe scelte. A questo punto il terreno è pronto per la semina.

Dopo la fase di semina vera e propria, è bene utilizzare un rullo compattatore la cui azione facilita notevolmente la germinazione dei semi.

Infine si passa alla prima innaffiatura, che dovrà essere abbondante ma controllata in modo che il getto non scavi il terreno compromettendo i semi appena immessi. Le seguenti innaffiature dovranno mantenere il terreno sufficientemente umido, sino alla nascita dei primi germogli di erba.

Manutenzione e coltura successiva

Oltre all’innaffiamento regolare e abbondante, in particolare nei mesi estivi, la manutenzione di base del prato prevede la falciatura periodica nei tempi in cui l’erba cresce maggiormente, e quindi da periodo compreso tra l’inizio della primavera e la fine dell’autunno.




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